La nuova formulazione dell’art. 646 c.p., prevede che: “Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da euro 1.000 a euro 3.000”.

Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata.

Antecedentemente la riforma, invece, il reato di appropriazione indebita prevedeva che:

appropriazione indebita aggravata“Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032.

Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata.

Si procede d’ufficio, se ricorre la circostanza indicata nel capoverso precedente o taluna delle circostanze indicate nel n. 11 dell’articolo 61”

Come si può notare, è stato abrogato l’ultimo comma, il quale prevedeva che: “si procede d’ufficio, se ricorre la circostanza indicata nel capoverso precedente o taluna delle circostanze indicate nel numero 11 dell’articolo 61 c.p.”.

Di guisa che, con la nuova normativa, il reato è procedibile a querela di parte salvo che non ricorra una circostanza aggravante ad effetto speciale.

Inoltre il “pacchetto di sicurezza” ha introdotto un ulteriore modifica, ovvero l’aumento di pena da due a cinque anni di reclusione e la multa da euro 1000 a 3000.

Facciamo un esempio di appropriazione indebita aggravata mutuato dalla pratica.

Il Tribunale Rimini Sez. Unica, 03/03/2016, ha stabilito che il comportamento posto in essere dai funzionari e dipendenti della banca, volto a respingere la richiesta del correntista di trasferire i titoli presso un altro istituto bancario, integra il reato di appropriazione indebita di cui all’art. 646 c.p.; detta ipotesi delittuosa è peraltro aggravata dal fatto che i titoli erano detenuti dalla banca a titolo di deposito, con conseguente procedibilità d’ufficio anche per aver commesso il fatto con abuso di autorità e di relazione d’ufficio.

Il reato non è peraltro escluso dalla temporaneità della ritenzione (circa 70 giorni), essendo la fattispecie di cui all’art. 646 c.p. applicabile anche ad ipotesi di appropriazione indebita per mero uso indebito del bene.

E ancora, la Cassazione si è espressa nella sentenza n. 39881 del 2015 affermando che: La condotta del commercialista che non restituisce tempestivamente i libri contabili alla società e che non presenta il modello unificato di dichiarazione IVA integra il reato di appropriazione indebita aggravata.

 

La prescrizione nell’appropriazione indebita aggravata

Prescrizione nell'appropriazione indebita aggravataIl reato di appropriazione indebita si prescrive-senza tener conto delle interruzioni-in sei anni dalla data di commissione del fatto o da quando la vittima ne sia effettivamente venuta a conoscenza. Cos’è e come i configura quindi la prescrizione nell’appropriazione indebita aggravata?

L’articolo 157 del codice penale stabilisce che “la prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto e a quattro anni se si tratta di contravvenzione“.

La pena relativa all’appropriazione indebita aggravata

PenaLa norma che si occupa di sanzionare il delitto in questione è estremamente generica, in quanto sancisce genericamente che la pena relativa all’appropriazione indebita aggravata è aumentata.

Appropriazione indebita aggravata e T.F.R.

T.F.R.La mancata corresponsione del T.F.R. da parte del datore di lavoro costituisce appropriazione indebita?

La sentenza della Cassazione n. 1327/2005 ha affermato che, non essendoci il requisito principale dell’altruità del bene “appropriato”, non è possibile rubricarlo come reato, bensì si tratta, più che altro, di un diritto di credito di un bene che non è stato consegnato.

La Giurisprudenza pertanto ha ritenuto tale condotta un inadempimento civilistico, da perseguire attraverso gli strumenti tesi al recupero del credito e non ricorrendo all’art 646 c.p.

Puoi scoprire di più anche su altri aspetti oltre all’appropriazione indebita aggravata, come ad esempio la prescrizione, la procedibilità dell’appropriazione indebita, e il reato di appropriazione indebita.

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