Appropriazione indebita amministratore di condominioCos’è l’appropriazione indebita dell’amministratore di condominio? Molto spesso i media nazionali comunicano notizie di cronaca che riguardano gli amministratori condominiali, i quali si impossessano del denaro dei condomini e decidono di non cedere le somme versate all’amministratore successivo, utilizzandole per scopi personali; oppure, nei casi peggiori, di fare incetta delle spese condominiali di tutti i condomini gestiti e di scappare con la cassa.

In tal caso, ci si trova davanti al reato di appropriazione indebita dell’amministratore di condominio. 

Come spiega la Cassazione, nella sentenza n. 27363 del 2016, il reato inizia a decorrere dal momento in cui l’amministratore termina il suo incarico – per revoca o per rinuncia del mandato – oppure nel caso in cui decide di trattenere indebitamente soldi che non sono suoi ma che gestisce in forza della suo possesso qualificato.

La Cassazione recita: “Il delitto di appropriazione indebita è reato istantaneo che si consuma con la prima condotta appropriativa e, cioè nel momento in cui l’agente compia un atto di dominio sulla cosa con la volontà espressa o implicita di tenere questa come propria; sulla scorta di ciò, risulta perfezionato il delitto di appropriazione indebita della documentazione relativa al condominio da parte di colui che ne era stato amministratore, non nel momento della revoca dello stesso e della nomina del successore, bensì nel momento in cui l’agente, volontariamente negando la restituzione della contabilità detenuta, si era comportato “uti dominus” rispetto alla “res”. Analogamente deve ritenersi che l’utilizzo delle somme versate nel conto corrente da parte dell’amministratore durante il mandato non profila l’interversione nel possesso che si manifesta e consuma soltanto quando terminato il mandato le giacenze di cassa non vengano trasferite al nuovo amministratore.”

In caso di surroga tra vecchio e nuovo amministratore il reato si consuma durante il passaggio di consegne col successivo amministratore, quindi quando le somme di denaro dei condomini non vengono trasferite al nuovo amministratore: da questo momento scatta il calcolo della prescrizione.

Secondo la Cassazione, nella sentenza n. 29451 del 2013, “il delitto di appropriazione indebita è reato istantaneo che si consuma con la prima condotta appropriativa e, cioè nel momento in cui l’agente compia un atto di dominio sulla cosa con la volontà espressa o implicita di tenere questa come propria”.

Se un amministratore di condominio preleva delle somme versate dai condomini per trasferirle sul proprio conto e, terminato il mandato, non le restituisce al condominio o non le cede al nuovo amministratore, allora sarà accusato di appropriazione indebita.

 

Amministratore di condominio: appropriazione indebita aggravata

Amministratore di condominio e appropriazione indebita aggravataQuando si dice che sull’amministratore di condominio pesa appropriazione indebita aggravata? L’art. 646 c.p. disciplina tale reato e le condizioni aggravanti: si tratta di appropriazione indebita aggravata dell’amministratore di condominio quando il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario.

Secondo la sentenza n. 29451 del 2013, la Cassazione sostiene che si configura il delitto di appropriazione indebita aggravata per l’ex amministratore che non riconsegna la documentazione al condominio reputandosi ancora in carica dopo la revoca.

Oltre a questa interessante lettura su amministratore di condominio ed appropriazione indebita aggravata, è possibile anche approfondire la questione su altri aspetti importanti, come appropriazione indebita aggravata, reato di appropriazione indebita, e art.646 del codice penale.

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