La banca e l’appropriazione indebita: quando è reato? In Italia, il reato di appropriazione indebita appartiene alla categoria dei delitti contro il patrimonio.

Banca e appropriazione indebitaL’art. 646 c.p. disciplina questo reato e punisce chiunque per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria di denaro o di altra cosa mobile altrui di cui abbia il possesso a qualsiasi titolo. L’autore di reato viene punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 1.000 euro fino a 3.000 euro.

Il soggetto attivo è colui che commette il reato e per quanto concerne l’appropriazione indebita può essere chiunque purché costui sia nel possesso del bene.

Nel caso che trattiamo il soggetto attivo, ovvero l’autore del reato, è il direttore di una banca.

La Cassazione nella sentenza del 21/01/2014, n. 6603, ha stabilito che “Risponde di appropriazione indebita e non di truffa il direttore di un istituto bancario, che, in collusione con un cliente ed omettendo i doverosi controlli interni, metta a disposizione dello stesso somme di denaro, accreditando sul di lui conto o pagando direttamente assegni privi di provvista”.

In motivazione la Corte ha evidenziato che la qualità di direttore consente all’agente un’ampia e materiale disponibilità delle somme depositate in banca, rispetto alle quali, con l’attribuzione diretta o l’accreditamento al terzo, egli si comporta “uti dominus” e dunque potrebbe destinare al denaro una finalità impropria tale da “distrarlo” per una destinazione incongrua.

Denunciare la banca per appropriazione indebita

Denunciare banca per appropriazione indebitaQuando denunciare la banca per appropriazione indebita? Per tale reato, si procede a querela della persona offesa; sulla base della legge Orlando del 2018 si verifica, invece, la procedibilità d’ufficio se il fatto è aggravato da una circostanza ad effetto speciale.

Quando un reato è “perseguibile d’ufficio” significa che lo Stato procede con le indagini nei confronti di un soggetto a prescindere dalla volontà della persona offesa, anche se quest’ultima non sporge querela o se, addirittura, non vuole che il colpevole sia processato.

Il termine per proporre una querela è tre mesi.

La Cassazione, nella sentenza n. 18860 del 2012, afferma che “per il reato di appropriazione indebita decorre dal momento in cui la persona offesa ha avuto chiara conoscenza della definitiva volontà dell’imputato di invertire il possesso del bene, e quindi non necessariamente dalla scadenza del termine stabilito per la consegna, in quanto la mera mancata restituzione colposa non integra gli estremi del reato.”

Appropriazione indebita della banca dati

DatiLa sentenza della Cassazione n. 33031, del 2018, stabilisce che l’appropriazione indebita della banca dati è reato. Si parla, quindi, di appropriazione indebita di una banca dati, dato che “rientrano nella categoria dei beni mobili oggetto di possibile appropriazione anche i beni “immateriali” tutte le volte in cui gli stessi abbiano un diretto ed intrinseco valore economicamente apprezzabile “.

Consigliamo la lettura e l’approfondimento, oltre che di questo tema sulla banca e appropriazione indebita, anche della prescrizione, sulla procedibilità dell’appropriazione indebita, e sull’appropriazione indebita delega conto corrente.

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