LE FALSE FATTURAZIONI

Portare in contabilità fatture false costituisce un grave illecito penale.

Qual è il reato? Cosa si rischia? Ma soprattutto quale potrebbe essere la strategia processuale volta a contrastare l’accusa?

Te lo spiego in questo articolo.

 

La fattispecie delittuosa

Come già esposto nell’incipit, portare in dichiarazione fatture false costituisce il reato di: “dichiarazione fraudolenta mediante fatture per operazioni inesistente di cui all’art. 4 D.lgs n. 74/2000”.

Attenzione: La pena è particolarmente grave e va da anni uno e mesi sei fino ad anni 6 di reclusione.

Ma cosa significa emettere o ricevere una fattura falsa?

Significa porre in essere un documento contabile attestando una prestazione lavorativa o professionale che in realtà non è mai avvenuta.

 Esempio di falsa fattura.

Poniamo il caso che tu, come imprenditore, inserisca nella tua contabilità una fattura per una consulenza compiuta al fine della realizzazione di un marchio per la tua start up.

In altre parole, hai pagato un consulente per ideare il segno distintivo del tuo brand attraverso il quale, con un colpo d’occhio, il consumatore riconoscerà il tuo prodotto e la tua azienda.

INFATTI, Se ti faccio vedere il baffo indentifichi subito il marchio Nike.

Se Ti faccio vedere la mela identifichi immediatamente Apple e via dicendo.

Converrai con me che un marchio è molto importante in termini di riconoscibilità e dunque ha un valore.

Per questo il marchio della tua start up, nel nostro esempio immaginario, viene pagato da te profumatamente e ovviamente la fattura viene contabilizzata.

Andiamo avanti.

A seguito di accertamento fiscale si ritiene che la fattura, avente ad oggetto la realizzazione del marchio, sia falsa, ovvero l’operazione sia fittizia.

Perché?

In effetti la Pubblica Accusa non ha tutti i torti: quel marchio non appare nel tuo sito, sulla tua carta intestata, e nemmeno sulla confezione del tuo prodotto.

Di modo che si ritiene che l’operazione sia inesistente, ovvero compiuta al sol fine di “caricare i costi” e realizzare un illecito risparmio fiscale o conseguire un illecito credito d’imposta.

Reato di false fatturazioni e strategia processuale

Cosa si fa per dimostrare la propria innocenza?

In questo caso occorrerà dimostrare che l’operazione è esistente e la fattura non è falsa.

Cioè, occorrerà dimostrare al Giudicante, una serie di elementi probatori che vadano a suffragare la tua innocenza.

In questa difesa immaginaria potremmo portare a giudizio:

  1. una voluminosa reportistica che provi che, ai fini della produzione del marchio, il consulente ha esperito un’indagine di mercato volta a capire quale potesse essere il segno distintivo più appetibile per il target di persone cui si sarebbe rivolto il prodotto da commercializzare;
  2. progetti grafici, relative modifiche, e bozzetto finale;
  3. scambio di mail in cui si attesta che dopo l’ideazione e la realizzazione quel marchio non è stato da Te approvato!

Ecco perché successivamente non è stato utilizzato.

Dulcis in fundo il materiale pagamento avvenuto.

Di conseguenza la fattura è vera perché abbiamo le prove e l’accusa era solo congetturale.

In questo modo potrai dimostrare la tua innocenza e sottrarti ad una condanna penale.

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