Reato di truffa

Il reato di truffa è un reato contro il patrimonio commesso da chi ricava un profitto illecito ai danni di un soggetto attraverso l’uso di inganni e/o raggiri. Il delitto di truffa è disciplinato dall’art. 640 c.p., il quale punisce chiunque, con artifizi o raggiri, induca taluno in errore, procurando a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno.

Reato di truffa

Artifizi e raggiri

Possiamo definire che le parole chiavi nel reato di truffa sono artifizi o raggiri. Per realizzarsi la truffa, il comportamento del soggetto agente deve determinare un errore nella vittima, e come può il soggetto agente indurre la vittima in errore? Le modalità con cui il soggetto può indurre in errore la vittima sono le più disparate:

Artifizio, si intende la simulazione di circostanze inesistenti oppure di circostanze esistenti che generano una modificazione della realtà esterna. In altre parole, con gli artifici un soggetto può far apparire come vera una situazione che non trova riscontro nei fatti.

Per esempio, il promotore finanziario, che induca le persone ad eseguire alcune operazioni di investimento in borsa di una società, che nella realtà non esiste, o di una società che nella realtà sta fallendo. Nel corso degli anni ci sono stati diversi scandali, come ad esempio quello Parmalat, dove la banca con i suoi vari promotori invitava le persone ad investire sulle azioni della Parmalat nonostante il promotore fosse consapevole che la società era sull’orlo del fallimento e che i titoli sarebbero stati carta straccia.

Raggiro, che consiste in una serie di parole destinate a convincere o più precisamente una menzogna corredata da ragionamenti idonei a farla scambiare per realtà, come per esempio un “finto” venditore porta a porta che ti convince ad acquistare un prodotto, che nella realtà non arriverà mai.

– La giurisprudenza negli anni si è interpellata se la semplice menzogna potesse essere o meno considerata elemento costitutivo del reato di truffa ai sensi dell’art. 640 c.p.

A tal proposito la giurisprudenza di legittimità ha affermato l’ammissibilità del mendacio come elemento costitutivo.

In questo caso gli artifizi o raggiri richiesti perché possa configurarsi il reato di truffa, possono consistere nel silenzio maliziosamente serbato, su alcune circostanze, da parte di chi abbia il dovere di farle conoscere, indipendentemente al fatto che dette circostanze siano conoscibili dalla controparte con ordinaria diligenza, per esempio, quando al momento dell’acquisto di una casa l’agente immobiliare non comunichi all’acquirente il difetto di abitabilità di un immobile, in questo caso si configura una truffa contrattuale, perché il mancato avviso da parte dell’agente immobiliare del difetto e quindi il silenzio maliziosamente serbato su circostanze rilevanti ai fini della valutazione delle reciproche prestazioni da parte di colui che abbia il dovere di farle conoscere, integra l’elemento del raggiro, idoneo ad influire sulla volontà negoziale del soggetto passivo.

Nonostante le caratteristiche dell’immobile potessero essere verificate dai documenti allegati al rogito notarile ciò non esclude la responsabilità dell’agente immobiliare, in quanto ha taciuto su circostanze rilevanti ai fini dell’acquisto dell’immobile stesso, mettendo in atto il raggiro.

Induzione in errore

Per quanto le modalità possono essere le più varie, la truffa si realizza quando il soggetto agente riesce a trarre in inganno il soggetto passivo, inducendolo a prestare un consenso che altrimenti non avrebbe prestato, e quindi a compiere un atto a lui pregiudizievole.  In sostanza, l’induzione in errore consiste in uno stato di errore del soggetto passivo il quale, in conseguenza di ciò, pone in essere l’atto di disposizione patrimoniale, con conseguente danno patrimoniale. Quando si parla di soggetto passivo, si parla di una persona comune, dotata di una diligenza media.

Reato di truffa: la pena prevista

Pena previstaReato di truffa: pena prevista. Chi commette il reato di truffa è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da €51 a €1.032. Nell’ipotesi di truffa aggravata, vi è un aumento di pena, cioè è prevista la reclusione da uno a cinque anni e della multa da €309 a €1.549.

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