Rito abbreviato condizionatoIl rito abbreviato condizionato è disciplinato dagli artt. 438 comma 5 e 441 comma 5 c.p.p.

Tale modalità di definizione del procedimento penale si differenzia dal rito abbreviato cosiddetto secco, cioè celebrato allo stato degli atti raccolti dalla Procura nel corso delle indagini preliminari.

Infatti, il rito abbreviato condizionato viene richiesto dall’imputato, ai sensi dell’art. 438 comma 5 c.p.p., quando sia necessaria un’integrazione probatoria ai fini della decisione finale.

In questo caso il giudice dispone l’integrazione probatoria se effettivamente necessaria per la pronuncia della sentenza e compatibile con le finalità di economia processuale perseguite dal rito, ovviamente tenuto conto degli atti già acquisiti ed utilizzabili. Il Pubblico Ministero, dal canto suo, può chiedere che venga ammessa la prova contraria.

Come anticipato, il rito abbreviato condizionato può essere disposto anche d’ufficio dal giudice quando ritenga di non essere in grado di decidere allo stato degli atti: egli assume allora tutti gli elementi necessari ai fini della decisione finale.

Rito abbreviato condizionato. Quale significato?

Rito abbreviato condizionato: quale significato possiamo applicare?

Rito abbreviato condizionato significatoIl significato attribuito a tale modalità di definizione del procedimento penale risiede nel fatto che l’imputato sottopone la propria richiesta ad una condizione: in particolare, egli non vuole che il giudice decida solo sulla base degli atti raccolti in fase di indagini preliminari, ma subordina la propria richiesta all’assunzione di nuovi elementi necessari per orientare la decisione del giudice, purché costui li ritenga imprescindibili a tal fine e compatibili con le finalità di economia processuale proprie del rito in questione.

Tuttavia, tale condizione non viene posta dal solo imputato, ma anche dal giudice stesso, il quale, quando si rende conto che il compendio probatorio a sua disposizione per l’emissione della sentenza è insufficiente, assume d’ufficio nuovi elementi utili.

Il significato di rito abbreviato condizionato, quindi, risiede nella subordinazione della richiesta ad un’integrazione probatoria, cioè all’assunzione di elementi ulteriori utili per la decisione.

Rigetto del Rito Abbreviato Condizionato

RigettoNon è scontato che la richiesta avanzata dall’imputato per definire con rito abbreviato condizionato il procedimento penale pendente a suo carico venga accolta dal giudice.

Infatti, qualora il giudice ritenga che l’integrazione probatoria richiesta dall’imputato sia inutile ai fini della decisione e incompatibile con le ragioni di economia processuale poste a fondamento del rito in questione, può rigettare l’istanza.

In caso di rigetto del rito abbreviato condizionato, ai sensi dell’art. 438 comma 5 bis c.p.p., può essere ripresentata richiesta di rito abbreviato secco, ai sensi del comma 1, o di applicazione pena, ex art. 444 c.p.p., fino alle conclusioni delle parti.

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