La truffa ai danni dello Stato è un’ipotesi aggravante individuata al secondo comma dell’art. 640 c.p.

truffa ai danni dello statoVi è poi una figura giuridica molto specifica riguardo alle truffe ai danni dello Stato allorché il soggetto agente, attraverso la condotta di cui all’art. 640 c.p. (ovvero mediante artifici e raggiri) ottiene finanziamenti o erogazioni pubbliche.

L’art. 640 bis codice penale stabilisce: “La pena è della reclusione da due a sette anni e si procede d’ufficio se il fatto di cui all’articolo 640 riguarda contributi, finanziamenti, mutui agevolati ovvero altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati da parte dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee”.

Truffa aggravata ai danni dello Stato: elementi costitutivi del delitto

Truffa aggravata ai danni dello StatoMa come funziona la truffa aggravata ai danni dello Stato e quali sono i suoi elementi costitutivi? L’elemento oggettivo è rappresentato dalla condotta del soggetto attivo che mediante artifizi o raggiri, induca taluno in errore, procurando a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno.

Si intende per artificio la simulazione di circostanze inesistenti oppure di circostanze esistenti che generano una modificazione della realtà.

Mentre con raggiro s’intende l’avvolgimento subdolo e ingegnoso di parole destinate a convincere, orientando in modo fuorviante le rappresentazioni e le decisioni altrui, sostanzialmente i raggiri agiscono sulla psiche della vittima convincendola che una situazione sia in tal modo quando ciò non è vero.

L’elemento psicologico è costituito dalla rappresentazione e volizione degli elementi costitutivi del reato ovvero la condotta ingannatoria a danno dello Stato o di un altro ente pubblico o col pretesto di far esonerare taluno dal servizio militare.

Truffa ai danni dello Stato cp: il soggetto passivo è lo Stato

CpNella truffa ai danni dello Stato cp, il soggetto passivo è appunto, sempre, lo Stato. Per quale motivo avviene ciò? Nel caso di truffa aggravata ai danni dello stato in particolare l’induzione in errore deve essere rivolta allo “Stato” o altro ente pubblico o alla Comunità Europea.

La giurisprudenza ha ritenuto che rientrano nella categoria di enti pubblici tutti gli enti strumentali al perseguimento di bisogni di interesse generale aventi carattere non industriale o commerciali, posti in situazione di stretta dipendenza nei confronti dello Stato, degli enti pubblici territoriali o di altri organismi di diritto pubblico in senso formale, come ad esempio si riconosceva la natura pubblicistica ad una s.p.a partecipata in via maggioritaria da enti pubblici (Cass. n. 17889/15).

Truffa aggravata ai danni dello Stato: quale pena? Il bene giuridico tutelato

PenaTruffa aggravata ai danni dello Stato: quale pena? Per quanto il delitto di truffa tuteli non solo il patrimonio della vittima ma anche la libertà di autodeterminazione della medesima nei negozi patrimoniali.

Nella truffa aggravata ai danni dello stato, la pena è conseguente al fatto che il bene giuridico da tutelare è sia il buon andamento e l’imparzialità della P. A. che l’immagine della stessa contro il discredito che le deriverebbe dalla sua astratta corruttibilità.

Esempi di truffa aggravata ai danni dello Stato (e pena) per ottenere erogazioni pubbliche

Integra truffa ai danni dello Stato il caso in cui un soggetto (società territorialmente radicata in aree depresse del Paese) ottenga finanziamenti pubblici da parte di Enti pubblici o ad essi equiparati attraverso la produzione di domande di finanziamento contenenti fatture di acquisto macchinari e strutture aziendali.

Il reato di truffa si configura allorquando, all’ottenimento del finanziamento pubblico, il soggetto attivo non impiegherà “i fondi” per l’acquisto del macchinario, ma per intascare il finanziamento e destinarlo per altre finalità non legate alla causale del finanziamento approvato.

Altro caso che merita di essere segnalato è quello della sentenza del 29.10.2009 dove il Tribunale di Udine dichiarò B. R. e B.B. responsabili del reato di cui agli artt. 110 e 640 bis c.p., perchè, in concorso tra loro, in qualità di soci consiglieri delegati della ************ (OMISSIS) srl “con tutti i poteri di ordinaria amministrazione in via disgiunta”, con artifizi e raggiri consistiti nel produrre falsi documenti per rendicontare l’avvenuta realizzazione dell’investimento e, in particolare, la consegna entro il termine ultimo del 30.11.2003 della benna miscelatrice mod. BM 2000 serie 01 2003 del valore di Euro 8.600, si procuravano un ingiusto profitto costituito dalla concessione e versamento del contributo di Euro 75.892,05 previsto dal bando 2003 del DOCUP OBIETTIVO 2 della Regione Friuli Venezia Giulia, con pari danno per i soggetti erogatori Regione FVG, Stato Italiano e Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, in particolare evitavano la decurtazione del 40% del contributo previsto per il caso in cui l’impresa beneficiaria non avesse realizzato l’intervento entro i termini previsti, e – concesse le attenuanti generiche prevalenti sull’aggravante – li condannò alla pena di mesi sei di reclusione ed Euro 200,00 di multa, oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni subiti dalla parte civile che liquidava in complessivi Euro 80.000 oltre interessi, e alla rifusione delle spese di costituzione e assistenza. Scopri di più anche sulla truffa bancaria, sulla truffa assicurazioni, e sulla truffa agli anziani.

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